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Liceo Scientifico Augusto Righi di Cesena (FC)
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Concorso "Cesena, citta per le donne"

Giovedì 29 maggio u.s., presso il Palazzo del Ridotto, la Commissione giudicatrice ha assegnato i premi per i migliori elaborati grafici, letterari, musicali e video della 7a edizione del Concorso "Cesena, città per le donne" sul tema della violenza di genere, indetto dall'associazione Perledonne, con il patrocinio del Comune di Cesena.

Per questa edizione il tema proposto ai ragazzi è stato:
"La violenza sulle donne: l'indifferenza è complice".

L'alunna CHIARA ALESSANDRINI della classe 2^E ha vinto la sezione dedicata agli elaborati letterari con il testo che riportiamo. A lei i migliori complimenti!

 

"Il giorno luminoso in cui Cesena divenne finalmente città delle donne"

      Era una giornata incantevole del maggio 2030: ilcielo terso, sereno, luminoso inondava di luce le strade e le case. Una giovane donna alta e slanciata, dallo sguardo fiero e penetrante, il primo Sindaco donna nella storia di Cesena, stava parlando alla cittadinanza da un palco fiorito di rose in piazza del Popolo.

     "C'è una notizia meravigliosa – diceva con voce commossa -: in Italia sono stati quasi del tutto debellati gli omicidi di donne, e così gli stupri, gli abusi sessuali, fisici e anche le percosse, spesso subite dentro le mura domestiche. Pensare che soltanto venti anni fa il nostro paese era quello dell'Unione Europea col record di donne assassinate! Un passato totalmente cancellato.
     A Cesena – aggiunse compiaciuta - non si verificano più da quindici anni casi di violenza ai danni delle donne ed è un grande trionfo per la nostra città. L'indifferenza complice della violenza è stata sconfitta. La nostra è ora una città multietnica con donne nate in paesi stranieri e diventate cittadine di questa città: oggi è una festa per tutte e per tutti! Sono orgogliosa come donna, madre e primo cittadino di Cesena!”.

    Si levò un applauso scrosciante e, mentre tanti palloncini rosa volavano verso il cielo dalla stipatissima piazza, soffocò gioiosamente le ultime parole del sindaco. Dopo tanto impegno il femminicidio era stato debellato: in passato in Italia i dati erano sconvolgenti. Una donna uccisa ogni due giorni e mezzo, furono addirittura 124 nel 2012 e venne persino istituita una giornata nazionale contro gli assassini di massa delle donne. C'era stato un tempo in cui ogni anno quasi quindici donne italiane su cento avevano subito almeno una violenza fisica, sessuale o psicologica, ma soltanto il 7% di esse aveva avuto il coraggio di denunciare i propri violentatori. 
      Nei secoli scorsi le donne furono emarginate, confinate dentro le case a fare figli e cucinare, ma in seguito si erano emancipate: grazie alle famose suffragette inglesi e americane all'inizio del ventesimo secolo si riuscì a conquistare il diritto di voto.          

     Nel 2020 addirittura l'Italia aveva eletto il primo presidente della Repubblica donna. Un dramma, tuttavia, era ancora presente: le donne continuavano a subire violenze sino all'omicidio, per mano di mariti, compagni o ex partner, nell'indifferenza generale, di chi magari vedeva, sapeva o sentiva, ma taceva. Un inferno, un incubo senza fine. Senza contare le violenza psicologiche dello stalking che rendevano infernale la vita di molte donne ossessionate e terrorizzate dai messaggi sul cellulare o sui social network da parte di ex fidanzati aggressivi. Nel ventunesimo secolo la donna stava raggiungendo le più alte cariche politiche, economiche e sociali, ma era ancora vittima della violenza maschile. E nella violenza contro le donne l'indifferenza di tanti, di troppi era stata complice. Finalmente, tuttavia, qualcosa cambiò. 
    A raccontare il miracolo che era avvenuto fu una donna di una certa età dallo sguardo luminoso, una insegnante che aveva dedicato tutta la sua vita ai propri studenti con amore e dedizione assoluti. La definivano ai suoi tempi una femminista, cioè una donna che lottava non per affermare la supremazia delle donne sui maschi, ma semplicemente i pari diritti e opportunità fra sessi. Era stata l'idolo di tante studentesse, ma anche di tanti allievi maschi intelligenti e senza pregiudizi.
 
     "Ve lo ricordate quel giorno di primavera del 2014 - domandò rivolta alla folla straboccante - quando gli alunni di  tutte le scuole marciarono festosamente per le strade della città con tanti manifesti rosa contro la violenza sulle donne? Ne scrissero i giornali e ne parlarono alla tv. Quei ragazzi entusiasti dicevano che loro avrebbero cambiato la situazione, che non avrebbero più permesso che una persona, solo perché era femmina, avesse dovuto subire abusi e sopraffazione. Quella mitica marcia rosa fu l'inizio di una nuova era, non solo a Cesena ma anche in tutta Italia, che in pochi decenni si sarebbe trasformato in uno stato capace di rispettare, difendere e onorare le donne".
 
      Fu in quel momento che all'imbocco di piazza del Popolo provenendo da viale Mazzoni, venne scoperto uno splendido monumento raffigurante una ninfa. Su una targa c'era scritto “Cesena: finalmente città delle donne!”. Solo quindici anni prima questa frase era il titolo di un concorso indetto per gli studenti delle scuole cittadine che invitava a riflettere su come l'indifferenza al problema della violenza contro le donne diventi tremenda alleata dei sopraffattori. 
 
     Ora era divenuta una realtà e le donne potevano finalmente vivere in pace e serenità dentro le mura domestiche, camminare di sera per le strade buie, essere rispettate nei luoghi di lavoro visto che avevano conquistato il traguardo più grande: quello di essere non più sottomesse agli uomini, ma al loro stesso livello, diverse nel sesso, ma uguali nella dignità di persone umane. 
 

Aprile 2014, Chiara Alessandrini, Liceo Scientifico Righi, 2E


                                                                                            

 

 



Categoria: Archivio e PubblicazioniData di pubblicazione: 15/07/2014
Sottocategoria: EventiData ultima modifica: 15/07/2014
Permalink: Concorso "Cesena, citta per le donne"Tag: Concorso "Cesena, citta per le donne"
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